Perchè l'acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale
che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, nè farci profitti.
L'attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi
multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. Mettendo oggi la nostra firma
sulla richiesta di referendum e votando SI quando, nella prossima primavera, saremo
chiamati a decidere. E' una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.
Perchè vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la
privatizzazione dell'acqua.
Perchè vogliamo togliere l'acqua dal mercato e i profitti dall'acqua.
Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne
l'accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future
generazioni. Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.
Perchè si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Dal punto di vista normativo, il combinato disposto dei tre quesiti sopra descritti,
comporterebbe, per l'affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del
ricorso al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda
speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che
qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente "privo di
rilevanza economica", servizio di interesse generale e scevro da profitti nella sua
erogazione. Verrebbero di conseguenza poste le premesse migliori per l'approvazione
della legge d'iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum
italiano dei movimenti per l'acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un
nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia
partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei
cittadini e delle comunità locali
«Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica)
del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo
economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica
e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008,
n. 133, come modificato dall'art. 30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n. 99 recante
"Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonchè in
materia di energia" e dall'art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante
"Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di
sentenze della corte di giustizia della Comunità europee" convertito, con modifica-
zioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166?»
«Volete voi che sia abrogato l'art. 150 (Scelta della forma di gestione e procedure di
affidamento) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia
ambientale", come modificato dall'art. 2, comma 13 del decreto legislativo
n. 4 del 16 gennaio 2008?»
«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico
integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia
ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione
del capitale investito"?»